La mostra

Il termine Belle Epoque si diffonde presso l'opinione pubblica francese a partire dal 1919: esprime un evidente sentimento di nostalgia, richiama l'idea di un periodo di stabilita' e di benessere, in opposizione ai drammi della guerra e alle sofferte condizioni di vita che a essa seguirono. Tutti concordano sulla fine di quest'epoca bella: lo scoppio del primo conflitto mondiale. Diverse sono invece le date di avvio proposte: il 1900, anno dell'Esposizione Universale di Parigi; il 1880, con riferimento alla nuova congiuntura economica internazionale, e all'evoluzione della tecnica; e piu' indietro il 1870, anno che decreta la fine del secondo Impero, con l'apertura di un nuovo ciclo storico. Del resto, una data, unanimemente condivisa, per la nascita di un periodo costruito sul mito e sul sogno non puo' essere individuata in via definitiva.
La proiezione di aspettative nel passato e il desiderio di evasione decretano ancora oggi il successo o il rimpianto di quegli anni: la belle Epoque viene infatti associata a tutto cio' che appare come lusso e mondanita'. Le immagini scorrono veloci: visioni di music-hall, di ragazze che danzano il can can in calze nere e cappelli piumati, di dame agghindate all'ultima moda, di uomini in frac. E ancora: i viali animati di folla diretta alle Esposizioni Universali, i grandi magazzini, le prime automobili.
Sono gli anni dell'ascesa dei ceti urbani economicamente agiati, di una borghesia che scandisce con diversa consapevolezza i propri tempi, frequenta luoghi alla moda in ragione delle mutate consuetudini sociali, ostenta la propria immagine per ottenere legittimazione sociale. Il mutamento delle condizioni di vita di questo ceto si deve al perfezionamento delle tecnologie e a straordinarie invenzioni, tecnologie innovative e diverse fonti di energie. Gli anni della Belle Epoque sono segnati anche dalla rapida evoluzione dei mezzi di trasporto: l'apertura di nuove vie di comunicazione, l'espansione delle strade ferrate, lo sviluppo della navigazione a vapore, l'affermazione dell'automobile.
I bei tempi hanno ispirato nella produzione artistica rappresentazioni di serenita' e mondanita' delle famiglie borghesi in aria di rivalsa: artisti come De Nittis, Boldini, Zandomeneghi, Corcos e Mariani ne hanno cristallizzato l'immagine in opere che oggi rimandano a un mondo perduto, vagheggiato e rimpianto. E hanno celebrato la donna ai primi passi verso l'emancipazione, spiata negli spazi privati della propria casa, festosa e determinata negli esterni animati della notte mondana e brulicante o gia' femme fatale, colta in rituali affascinanti e pericolosi. In mostra dipinti e pastelli degli ìimpressionistiî italiani e affiches d'epoca evocano il clima e l'euforia di quegli anni, permettendo al visitatore di immergersi in un'atmosfera carica di suggestioni e ricordi.